TRAVELING EYE

L’occhiale è senza dubbio l’accessorio che meglio raffigura il viaggio, come oggetto che ci accompagna fisicamente, e come metafora di uno sguardo a nuove esperienze e percorsi diversi. È una storia recente ma con radici lontane; I primi esemplari furono realizzati dagli Inuit per proteggersi dal riverbero della neve e del ghiaccio. Si trattava di montature senza lenti vere e proprie, in legno o ossa animali, generalmente di tricheco, con una fessura che permetteva una visuale ristretta ma priva di riverberi. Nell’Antica Roma qualcosa di simile alle lenti da sole era invece usato dall’imperatore romano Nerone, che osservava lo spettacolo dei gladiatori attraverso uno smeraldo: forse per via del colore della pietra, che ha un effetto riposante sulla vista o forse perché, tagliata in maniera particolare, sarebbe risultata utile per correggere la miopia.
In Cina si utilizzavano lenti color fumo realizzate in quarzo già intorno al XII secolo, soprattutto nelle aule di giustizia, per permettere ai giudici di nascondere lo sguardo e apparire imparziali.
Anche a Venezia, nel ‘700, erano in uso occhiali da sole, prodotti dalle vetrerie di Murano. Venivano usate durante i trasferimenti in gondola, soprattutto per le dame o per i bambini. Le lenti veneziane riuscivano a filtrare i raggi UV, che peraltro non erano stati ancora scoperti.
Solo nel XX secolo, poi, le lenti colorate vennero prodotte proprio per schermare i raggi solari.
Il luogotenente americano John A. Macready riportò un danno alla vista dopo un volo in mongolfiera e chiese alla Bausch & Lomb (oggi Ray Ban) di creare un modello di lenti che proteggessero la vista dei piloti, ma è nel 1929 che Sam Foster fonda la prima azienda che produce occhiali da sole, non più esclusivo appannaggio dei militari.
Il resto della storia è un percorso di studi e evoluzione delle lenti in campo medico ed estetico che porta alle tecnologie più d’avanguardia e alle montature più creative, fashion e ergonomiche.
‘Ho bisogno di essere sfilato dalla tasca, tolto dalla custodia, appoggiato su naso e orecchie. Ho bisogno di intraprendere un viaggio a bordo di un volto, e vedere più alberi che persone, incrociare la luce del sole del mattino e farla filtrare dalle mie lenti.
Sono un traveling eye, un occhio che viaggia e guarda, le esperienze di vita sono nutrimento per il mio cervello e la mia anima’.

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